Costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera

Prendo in prestito queste parole di Alexander Langer per raccontare quello che rappresenta oggi Rivoltiamo. Quello che significa oggi la mia candidatura a Sindaco di Rivolta.

Rivoltiamo è un progetto politico che ha più di 10 anni ormai. Due amministrazioni, un lasso di tempo in cui di cose ne sono state realizzate tante, come tante sono le cose che sono cambiate. È cambiata la mia vita: entrata in comune pochi mesi prima della laurea triennale in architettura, oggi mi trovo con una laurea magistrale, un master, la libera professione, un compagno - Lorenzo - e una bambina, Luce. È cambiato il paese: non voglio elencare qui gli obiettivi più o meno raggiunti dalla nostra amministrazione, ce ne sarà l’occasione. Ma il paese è indubbiamente diverso da quello del 2011: sono cambiate le persone e i loro bisogni, è cambiato il contesto in cui ci troviamo a vivere, come questa pandemia ha mostrato a tutti noi.

A Rivolta sono arrivate molte persone nuove, quelli che erano bambini quando abbiamo iniziato ad amministrare, oggi sono i giovani rivoltani e molte delle persone che la storia di Rivolta l’hanno fatta oggi non ci sono più.

Cambiano le esigenze del paese, cambiano le aspettative, cambia il mondo.

Era necessario allora che prima di presentare una nuova proposta per Rivolta ci fermassimo a fare il punto della situazione, a capire dove siamo arrivati e dove vogliamo andare, a leggere cosa siamo oggi e cosa continua ad animare la passione che ho e che abbiamo per il nostro paese.

Mi candido come sindaco di Rivolta perchè Rivoltiamo continua ad essere coerente con il suo nome, che ha in sè amore per la nostra terra e l’energia e il desiderio di rinnovamento. Quella voglia di prendere in mano il proprio futuro che anima i giovani, quelle ragazze e quei ragazzi che in questi mesi non solo hanno detto “sostengo rivoltiamo”, ma hanno detto “io voglio partecipare ai lavori”. E mi fanno sentire onorata di poterli rappresentare.

Quell’amore per la nostra comunità che ha animato figure che in questi anni sono state protagoniste dell’amministrazione rivoltana e continuano ad esserlo. Penso a Fabio Calvi, Angelo Cirtoli, Pietro Palella, Franco Carera... i miei compagni di giunta di questi anni, per citarne alcuni. È stato un onore aver condiviso un percorso insieme e avere potuto imparare da loro. Ed è un onore poterli oggi rappresentare e sono certa che saranno parte attiva in questa strada e maestri per me e per noi.

Oggi Rivoltiamo sono più di 100 persone che credono in questo progetto e che si impegano ad immaginare e costruire il futuro di Rivolta, a partire dal nostro manifesto dei valori fino al programma elettorale. Oggi Rivoltiamo sono 100 persone che dichiarano il loro sostegno mettendoci la faccia, la testa, il cuore e le mani. Oggi Rivoltiamo, dopo 10 anni di amministrazione, è un gruppo con un’età media di 37 anni che unisce persone con una grande esperienza amministrativa a persone che si avvicinano per la prima volta alla politica.

Io, 31 anni, donna, madre di una bambina di un anno e mezzo, sono la rappresentante di questo gruppo, per me magnifico. Ho scelto di candidarmi perchè credo nella proposta che insieme stiamo costruendo. Credo nella forza e nella potenza che possono avere le persone quando lavorano insieme. Credo che Rivolta sia il posto dove far crescere i nostri figli. Voglio un paese sempre più verde, sempre più vivo, sempre più coraggioso, sempre più accogliente. Lavoro perchè un borgo di 8.000 abitanti a pochi passi da Milano, Bergamo, Brescia diventi il posto più bello del mondo. Per i più giovani, per i più fragili, per chi la storia di Rivolta l’ha fatta, per i nuovi rivoltani.

C’è un detto africano che dice che per crescere una bambina serve tutto un villaggio. Io il mio villaggio l’ho scelto e ho anche scelto di dedicarmi insieme a tutti voi per la sua crescita e il suo benessere.

Elisabetta Nava